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Come si diventa ESG Manager

Autore: 13 Marzo 2026No Comments14 minuti di lettura

ESG Manager è probabilmente il lavoro più richiesto degli ultimi anni. Apri LinkedIn e trovi decine di annunci. Stipendi buoni, prospettive ottime, settori diversissimi che cercano. Il problema? Pochissime persone sanno davvero cosa fa questa figura professionale emergente.

Non esiste un percorso unico. Ho visto ingegneri ambientali diventare ESG Manager, ma anche economisti, giuristi, chimici, perfino filosofi. Quello che conta non è tanto la laurea quanto il mix di competenze: devi capire di fattori ambientali ma anche di finanza, di normative ma anche di comunicazione, di tecnologia ma anche di persone per operare in modo efficace in un contesto aziendale complesso.

La buona notizia: è un settore giovane dove puoi entrare anche senza esperienza specifica se sei motivato e ti formi bene. La cattiva: non basta un corso online di due settimane. Serve studio serio, pratica vera, capacità di rimanere costantemente aggiornato perché le normative cambiano ogni sei mesi.

Questo articolo spiega cosa serve davvero per diventare ESG Manager: formazione, competenze, certificazioni, esperienze, e soprattutto come costruire un percorso concreto che ti porti a lavorare nel campo dell’ambientale, sociale e di governance.

Cosa Fa un ESG Manager

Prima di capire come diventarlo, chiariamo cosa fa. Il compito principale dell’ESG Manager è gestire la strategia di sostenibilità aziendale su tre pilastri: Environmental (ambiente), Social (sociale), Governance (gestione).

Concretamente il manager deve:

Misurare: calcola l’impronta carbonica, consumi idrici, rifiuti prodotti, dati su dipendenti, diversità, sicurezza. Raccoglie montagne di dati dalle varie funzioni aziendali sugli impatti ambientali e sociali.

Strategia: definisce obiettivi tipo “ridurre emissioni del 40% entro 2030” o “raggiungere 40% donne in posizioni dirigenziali entro 2028”. Li allinea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e la strategia aziendale complessiva.

Implementazione: coordina progetti concreti sulle iniziative ESG. Installazione fotovoltaico, passaggio a materiali riciclati, programmi formazione, policy diversità e inclusione, gestione dei rifiuti ottimizzata. Non li fa direttamente ma coordina chi li fa, influenzando la cultura aziendale.

Reporting: prepara il bilancio di sostenibilità, risponde a questionari di rating ESG, comunica con investitori. Il manager deve essere costantemente aggiornato sulle best practice di reporting per evitare greenwashing.

Compliance: garantisce che l’azienda rispetti normative su questioni ambientali e sociali. Le multe per non conformità sono pesanti.

Stakeholder: dialoga con investitori, clienti, ONG, comunità locali. Ognuno chiede cose diverse, serve mediare per operare in modo equilibrato.

È un ruolo ibrido nel sustainability management: metà strategia, metà operatività. Metà tecnico, metà relazionale. Serve essere flessibili.

Il Percorso Formativo

Non c’è un unico percorso ma alcuni funzionano meglio di altri negli ultimi anni.

Laurea Triennale

Praticamente qualsiasi laurea può funzionare se poi la integri bene. Le più comuni:

Ingegneria ambientale/energetica: ottima base tecnica sui fattori ambientali, emissioni, energie rinnovabili, efficienza. Ti mancano però economia e gestione per la strategia aziendale.

Economia/Management: capisci finanza, business, strategia aziendale, ma ti manca la parte tecnica sui fattori ambientali. Dovrai colmarla dopo.

Scienze ambientali: forte su ecologia, impatti ambientali, questioni ambientali, ma spesso debole su aspetti economici e gestionali.

Giurisprudenza: utile per normative e compliance nell’ambientale, sociale e di governance, ma ti mancano tecnica e numeri.

Scienze politiche/sociali: buono per il pilastro Social e la responsabilità sociale, meno per Environmental.

Comunicazione: utile per reporting e stakeholder, ma ti servono competenze tecniche solide sugli impatti ambientali.

La verità: con qualsiasi di queste puoi diventare ESG Manager se integri le lacune. Un ingegnere deve studiare finanza e comunicazione. Un economista deve studiare fattori ambientali e normative. Un giurista deve studiare numeri e tecnologia per operare in modo completo.

Laurea Magistrale

Qui conviene specializzarsi. Opzioni:

Master in Sustainability/ESG: sempre più università li offrono negli ultimi anni. Politecnico Milano, Bocconi, Ca’ Foscari, Bologna, Torino hanno programmi seri in sustainability management. Danno visione integrata su tutti i pilastri dell’ambientale sociale e di governance.

Master in Environmental Management: focus ambientale forte, economia circolare, energie rinnovabili, gestione dei rifiuti. Bene se vuoi lavorare su pilastro E e questioni ambientali.

Master in Corporate Social Responsibility: focus su pilastro S, responsabilità sociale, diritti umani, condizioni lavoro, comunità.

Master in Finance con focus ESG: sempre più business school aggiungono moduli su finanza sostenibile, green bond, rating ESG per integrare sostenibilità aziendale nella strategia.

Costo: 5-25k euro a seconda dell’università. Investimento importante ma il mercato del lavoro ripaga negli ultimi anni.

Master Executive e Corsi Brevi

Se già lavori e vuoi riconvertirti, i master executive part-time sono ottimi. Weekend o serali, durata 6-12 mesi.

Programmi tipo: Bocconi Executive Master in Sustainability, MIP Politecnico Green Management, 24ORE Business School ESG.

Costo: 8-15k euro. Vantaggio: mantieni il lavoro, networking con professionisti già nel campo del sustainability management.

Poi ci sono corsi brevi (2-5 giorni) su temi specifici: carbon accounting, CSRD, rating ESG, gestione dei rifiuti. Utili per rimanere costantemente aggiornato ma non bastano da soli.

Le Competenze Fondamentali

Oltre alla formazione accademica, il manager deve avere competenze specifiche che spesso si acquisiscono sul campo.

Carbon Accounting

Saper calcolare il carbon footprint è fondamentale. Devi conoscere il GHG Protocol, capire Scope 1, 2, 3, sapere dove trovare i fattori di emissione, usare software tipo SimaPro o Umberto per valutare impatti ambientali.

Dove impari: corsi Carbon Trust, GHG Protocol training, certificazioni tipo ISO 14064 Lead Auditor.

Normative e Framework

Il manager deve essere costantemente aggiornato su:

CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive): obbliga migliaia di aziende a rendicontare aspetti ambientali e sociali. Devi sapere chi è obbligato, cosa deve rendicontare, con quali standard.

ESRS (European Sustainability Reporting Standards): gli standard tecnici della CSRD. 12 standard generali + settoriali. Complessi, serve studiarli per operare in modo conforme.

Tassonomia europea: definisce quali attività sono sostenibili. Fondamentale per finanza e investimenti.

GRI Standards: Global Reporting Initiative, framework volontario più usato al mondo per la sostenibilità aziendale.

SASB: standard settoriali, usati soprattutto in USA ma sempre più anche in Europa.

TCFD: Task Force on Climate-related Financial Disclosures, focus su rischi climatici e questioni ambientali.

Dove impari: corsi GRI, webinar EFRAG, pubblicazioni Consob, newsletter specializzate per rimanere costantemente aggiornato.

Rating ESG

Devi capire come funzionano MSCI, Sustainalytics, CDP, EcoVadis. Cosa valutano sui fattori ambientali e sociali, con che criteri, come migliorare il punteggio. Molte aziende ti assumono proprio per questo: alzare il rating.

Dove impari: materiale pubblico dei rating provider, corsi specialistici, esperienza diretta rispondendo ai questionari.

Data Analysis

Raccogli e analizzi tonnellate di dati sugli impatti ambientali e sociali. Devi essere bravo con Excel (pivot, formule complesse, dashboard), meglio ancora se sai usare Power BI o Tableau per visualizzazioni.

Dove impari: corsi online (Coursera, Udemy), pratica quotidiana, certificazioni Microsoft.

Project Management

Coordini progetti che coinvolgono produzione, acquisti, HR, finance per implementare iniziative ESG. Devi sapere fare planning, gestire timeline, monitorare budget, risolvere conflitti.

Dove impari: certificazioni PMP o Prince2, esperienza sul campo, metodologie Agile.

Comunicazione

Scrivere report chiari, presentare al board, spiegare concetti complessi a chi non è esperto. La comunicazione è metà del lavoro per influenzare la cultura aziendale.

Dove impari: pratica, corsi di public speaking, workshop di business writing.

Lingue

Tutta la documentazione tecnica sul sustainability management è in inglese. Se lavori in multinazionale, il 90% del lavoro è in inglese.

Altre lingue utili: francese, tedesco, spagnolo a seconda dei mercati dell’azienda.

Le Certificazioni Utili

Esistono certificazioni professionali che danno credibilità e competenze concrete per operare in modo professionale.

GRI Certified Training Partner

Corso ufficiale GRI sui loro standard di reporting ambientale sociale e di governance. 3 giorni intensivi, esame finale. Costa 1.500-2.000 euro. Ti rende esperto di reporting secondo i criteri più usati per la sostenibilità aziendale.

GARP Sustainability and Climate Risk (SCR)

Certificazione su gestione rischi climatici e sostenibilità. Focus finanziario sui fattori ambientali e finanziari. Esame impegnativo, serve studiare 3-4 mesi. Costa 800-1.000 euro. Utile se vuoi lavorare in banca/finanza.

CFA Certificate in ESG Investing

Dal CFA Institute (quello del CFA charter). Focus su investimenti ESG e strategia aziendale sostenibile. Livello alto, riconosciuto globalmente. Costa 1.200 euro circa.

ISO 14001 Lead Auditor

Certificazione per auditor sistemi gestione ambientale. 5 giorni di corso + esame. Ti permette di fare audit su questioni ambientali. Utile se vuoi lavorare su supply chain ESG.

Carbon Literacy

Certificazione base su clima e carbon footprint. 1 giorno, economica (200-300 euro). Buon punto di partenza sugli impatti ambientali ma non basta da sola.

B Corp Leaders

Per chi vuole lavorare con B Corp nel campo della responsabilità sociale. Corsi e certificazioni specifiche sul modello Benefit Corporation.

Nessuna certificazione è obbligatoria. Ma averne 2-3 sul CV fa differenza. Dimostri serietà e competenze verificabili per operare in modo professionale.

L’Esperienza Pratica

La teoria non basta. Serve esperienza concreta. Come farla se non hai mai lavorato nell’ambientale, sociale e di governance?

Stage e Tirocini

Molte grandi aziende hanno programmi stage ESG/sostenibilità negli ultimi anni. 6-12 mesi, spesso retribuiti (600-1.000 euro/mese). È la porta di ingresso classica.

Dove cercare: LinkedIn, siti aziendali, piattaforme tipo Indeed, Tutored. Candidati a Enel, Eni, Generali, Intesa Sanpaolo, multinazionali tech. Tutte hanno team ESG e iniziative di sostenibilità aziendale.

Anche consulenze: EY, Deloitte, PwC, KPMG hanno practice ESG in espansione. Stage lì ti dà visibilità su tanti settori e sulla strategia aziendale di varie imprese.

Volontariato e Pro Bono

ONG ambientaliste cercano sempre aiuto su progetti legati a questioni ambientali e responsabilità sociale. Legambiente, WWF, Greenpeace hanno bisogno di gente che gestisce dati, scrive report, fa ricerca.

Non è retribuito ma è esperienza vera che puoi mettere sul CV. Dimostri passione autentica per gli impatti ambientali e sociali.

Progetti Universitari

Durante il master, scegli tesi su casi aziendali reali nel sustainability management. Molti professori hanno contatti con aziende che offrono project work. Lavori su problemi veri, costruisci portfolio, fai networking.

Transizione Interna

Se già lavori, proponi di occuparti di ESG nella tua azienda. Magari al 20% del tempo inizialmente. Fai un progetto pilota: calcola carbon footprint, proponi piano riduzione emissioni, prepara bozza di bilancio sostenibilità, analizza gestione dei rifiuti.

Se funziona, diventa il tuo ruolo a tempo pieno. Ho visto tanti ESG Manager nati così: qualità che si è preso anche ESG, HR che ha aggiunto sostenibilità sociale e responsabilità sociale, finance che ha integrato ESG nel reporting.

Consulenza Junior

Piccole società di consulenza ESG assumono junior da formare. Pagano meno (25-35k) ma impari tantissimo in poco tempo perché lavori su clienti diversi e vedi tante strategie aziendali.

Dopo 2-3 anni di consulenza, puoi passare in azienda come ESG Manager con esperienza solida.

Il CV Perfetto per ESG Manager

Cosa cercano i recruiter quando assumono per operare in modo efficace nell’ambientale, sociale e di governance?

Sezione Formazione

Metti in evidenza:

  • Laurea magistrale con focus sostenibilità/ambiente/ESG
  • Certificazioni (GRI, GARP, CFA ESG)
  • Corsi rilevanti (carbon accounting, CSRD, rating)
  • Formazione continua per rimanere costantemente aggiornato

Sezione Esperienza

Anche se poca, valorizza quello che hai fatto nel sustainability management:

  • Stage in sostenibilità (anche 3 mesi conta)
  • Progetti universitari su casi reali
  • Volontariato ambientale con responsabilità chiare
  • Eventuali transizioni interne

Per ogni esperienza, specifica risultati concreti:

  • “Calcolato carbon footprint aziendale Scope 1, 2, 3 secondo GHG Protocol”
  • “Redatto capitolo ambientale del bilancio sostenibilità secondo GRI Standards”
  • “Migliorato rating EcoVadis da Silver a Gold in 12 mesi”
  • “Ottimizzato gestione dei rifiuti riducendo scarti del 25%”

Competenze Tecniche

Elenca cosa fa un professionista nell’ambientale sociale e di governance:

  • Normative: CSRD, ESRS, Tassonomia, GRI, SASB
  • Software: Excel avanzato, Power BI, SimaPro, tool ESG
  • Metodologie: LCA, carbon footprint, materiality analysis
  • Rating: MSCI, Sustainalytics, CDP, EcoVadis
  • Lingue: inglese C1/C2 obbligatorio

Sezione Progetti

Se hai fatto progetti significativi (tesi, project work, consulenze) sulla sostenibilità aziendale, crea sezione dedicata. Spiega: problema, approccio, risultati. Dimostra capacità di gestire complessità negli impatti ambientali e sociali.

Soft Skills

Non scrivere genericamente “teamwork, problem solving”. Dimostralo con esempi su come hai contribuito alla cultura aziendale:

  • “Coordinato gruppo interfunzionale di 8 persone su progetto riduzione emissioni”
  • “Presentato risultati ESG al board aziendale trimestrale”
  • “Facilitato cambiamento cultura aziendale verso sostenibilità”

Errori da Evitare

Non mettere esperienze irrilevanti che occupano spazio. Se hai lavorato 5 anni come cameriere, una riga basta. Concentra spazio su quello che conta per l’ambientale, sociale e di governance.

Non usare buzzword vuoti: “passione per sostenibilità”, “orientato al risultato”. Tutti lo scrivono, non dice niente cosa fa davvero. Usa fatti e numeri sugli impatti ambientali misurabili.

Non mandare CV generico. Personalizza per ogni posizione. Se cercano focus carbon footprint, enfatizza quello. Se cercano reporting, enfatizza quello.

Settori e Tipologie Aziende

Dove puoi lavorare come ESG Manager per operare in modo efficace?

Grandi Corporate

Hanno team ESG strutturati e forti iniziative di sostenibilità aziendale. Pro: stipendi buoni, risorse, visibilità. Contro: burocrazia, lentezza decisionale.

PMI Evolute

Medie imprese che prendono ESG seriamente negli ultimi anni. Spesso B Corp o società benefit con forte responsabilità sociale. Pro: impatto diretto, autonomia, varietà. Contro: stipendi più bassi, meno risorse.

Consulenza

Aziende specializzate in sustainability management. Pro: impari velocemente, vedi settori diversi, networking. Contro: ritmi stressanti, molto viaggio, pressione su fatturato.

Asset Management

Fondi, SGR, banche d’investimento. Valutano ESG delle aziende in cui investono, analizzano impatti ambientali e sociali. Pro: stipendi alti, focus finanziario interessante. Contro: serve background finanza forte.

Rating Agencies

Queste sono alcuni esempi delle diverse Agenzie di Rating sul mercato, MSCI, Sustainalytics, Morningstar, analizzano e valutano aziende sui fattori ambientali e sociali. Pro: diventi esperto dei criteri, lavoro analitico profondo. Contro: ripetitivo, meno strategico.

ONG e No-Profit

WWF, Legambiente, foundation aziendali. Focus su questioni ambientali e responsabilità sociale. Pro: mission forte, impatto sociale. Contro: stipendi bassi (20-30k anche con esperienza).

Startup Green

Startup che fanno economia circolare, cleantech, impatto sociale. Pro: dinamismo, stock option, crescita veloce se funziona. Contro: rischio fallimento, stipendi iniziali bassi.

Il Networking

Nel mondo ESG il networking conta tantissimo. È un settore piccolo, tutti si conoscono.

Eventi e Conferenze

Vai a: Salone della CSR, Forum per la Finanza Sostenibile, eventi B Corp, Italian Tech Week track sostenibilità. Networking diretto con recruiter e manager per capire cosa fa il settore.

LinkedIn

Fondamentale per rimanere costantemente aggiornato. Costruisci profilo forte:

  • Foto professionale
  • Headline chiara: “ESG Manager” o “Sustainability Consultant” o “Aspiring ESG Professional”
  • Sommario che spiega competenze e obiettivi
  • Condividi contenuti rilevanti: articoli su CSRD, commenti su novità normative, riflessioni su iniziative ESG
  • Connettiti con professionisti del settore, recruiter, responsabili sostenibilità

Partecipa a discussioni. Commenta post di esperti. Ti fai notare.

Associazioni Professionali

Iscriviti a: Fondazione Sodalitas, CSR Manager Network, Forum per la Finanza Sostenibile. Organizzano eventi, formazione, job posting sul sustainability management.

Alumni Network

Se hai fatto master ESG, resta connesso con compagni di corso. Spesso si segnalano opportunità reciprocamente.

Gli Errori da Evitare

Pensare che un corso di 20 ore basti

No. Servono anni di formazione e pratica. I corsi brevi sono utili per rimanere costantemente aggiornato su specifici, non per diventare professionisti.

Non specializzarsi abbastanza

ESG è ampio. All’inizio va bene visione generale, ma poi devi scegliere: diventi esperto di carbon footprint, o di rating, o di CSRD, o di supply chain. La T-shaped skill: ampia orizzontalmente, profonda verticalmente su 1-2 aree.

Ignorare i numeri

Se odi Excel e statistica, ESG Manager non fa per te. Il 50% del lavoro sono dati e numeri sugli impatti ambientali.

Ignorare il business

ESG è strategia aziendale, non solo ambientalismo. Devi capire P&L, EBITDA, ROI. Se parli solo di salvare il pianeta senza dimostrare valore economico, nessuno ti ascolta.

Non fare networking

Molte posizioni non vengono nemmeno pubblicate. Si trovano tramite conoscenze. Se non fai networking, perdi opportunità.

Aspettare il ruolo perfetto

All’inizio accetta anche ruoli non perfetti: junior in consulenza, stage, posizioni ibride (qualità + ESG). L’importante è entrare, poi cresci.